Luca e Paolo dalle Iene alla Passione

Giovedì 9 aprile 2009, ore 20,45 - Teatro Comunale di Alessandria
La passione secondo Luca e Paolo
Scritto da Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Michele Serra, Martino Clericetti - Regia di Giorgio Gallione
Con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu
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I Vangeli narrano le ultime drammatiche ore di Gesù sulla croce, ma di quello che hanno passato gli altri due poveracci appesi là sopra nessuno ci ha mai detto niente. Come avranno vissuto le ultime ore della loro sciagurata esistenza? Erano pronti ad affrontare l'ineluttabile destino o se la facevano sotto? Cosa si saranno detti per passare il tempo prima della condanna? Avevano la consapevolezza di essere solo i comprimari della Passione, due misere comparse in un evento che avrebbe cambiato il senso della Storia? O forse pensavano di avere voce in capitolo, di poter cambiare il corso degli eventi? E di quell'altro condannato, del tizio con la barba appeso in mezzo a loro… cosa pensavano?
A riempire questo “imperdonabile vuoto” ci hanno pensato finalmente Luca e Paolo, con questo spettacolo teatrale che intende rievocare la millenaria tradizione delle rappresentazioni sacre medievali… ma non ci riesce neanche per sbaglio! Con Luca e Paolo, i temi più importanti del pensiero umano – la vita e la morte, il Bene e il Male, il senso ultimo dell'esistenza - finora appannaggio esclusivo di filosofi e teologi illuminati, diventano improvvisamente materia per comici. Con tutte le conseguenze del caso!
La Passione secondo Luca e Paolo è un'indagine esistenziale caustica e irriverente, una commedia divertente ma impietosa, dove nessuna verità viene data per scontata e nessuna scontatezza viene data per verità: una "rappresentazione sacra" con poco, pochissimo sacro… e molto, moltissimo comico.

1 commento:

Monica Buggia ha detto...

Si può parlare della morte, farne uno spettacolo e…ridere? Direi di sì se i protagonisti sono Luca e Paolo, alias le più grintose “Iene” televisive di oggi, che hanno svelato in questo spettacolo una preparazione teatrale davvero d’eccezione. Il “pretesto” è offerto dall’attesa della crocifissione di Gesù, che vede a confronto i due “comprimari” della sua Passione, i due umili (un ladro e un assassino) che lo affiancheranno sulla croce e che si interrogano su quesiti universali di grande suggestione: la morte, il senso della vita, l’Aldilà, l’amore, il peccato, il perdono….
I toni spaziano tra confronti irriverenti, con l’escamotage di un esilarante “concorso a quiz”, con un confronto un po’ sopra le righe tra due simpatici ( ma palesemente schifosi) scarafaggi, o con monologhi inaspettatamente umani e profondi, quasi poetici, dove a turno i due attori esprimono le domande e i dubbi che tutti ci portiamo dentro, trovando rare volte, nella vita quotidiana, l’occasione di un confronto. Questa strana storia dell’attesa di una morte che certamente arriva, ma che non si svela mai per ciò che, che non lascia trasparire nulla di ciò che c’è (se c’è) “dopo”, lascia libero spazio all’immaginazione, ai sogni, ai “deliri”dei due protagonisti, liberi di proporre il loro temperamento “teatrale” in maniera misurata, mai troppo sopra le righe e ma anche molto intenso là dove il momento lo richieda.
Una piccola perplessità sul finale, che giunge un po’ a sorpresa, troppo brusca e frettolosa, ma anche molto vaga, aperta a diverse interpretazioni, perché non si pretende di raccontare “la storia”, ma “una storia”.
Si sorride e si ride, ma in fondo si riflette, anche penosamente, con l’aiuto di due giullari che, nel ruolo tipico del “buffone di corte”, si divertono amaramente rivelando una verità scomoda, quella della condizione umana che ci accomuna tutti, di chi sa di essere sempre, anche con una crocifissione gloriosa, anche con un martirio condiviso, inesorabilmente solo davanti alla morte.