Addio a Mario Scaccia, attore italiano

Una vita trascorsa sul palcoscenico, sullo schermo di un cinema o di una casa, ai microfoni di una radio. Si è spento a 91 anni al Policlino Gemelli di Roma, in seguito a complicanze post-operatorie
"Nel palco della vita siamo tutti figuranti". Queste le parole di Mario Scaccia, attore italiano, morto nel Policlinico Gemelli di Roma, a 91 anni. Era stato ricoverato prima di Natale per un piccolo intervento, ma non era più uscito dall'ospedale a causa di una serie di complicazioni. L'attore era nato a Roma il 26 dicembre 1919. Nel 1945, reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, si iscrisse all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, in cui si diplomò tre anni dopo. Nel 1946 iniziò a calcare il palcoscenico con "Woyzeck" di Georg Büchner. Nel 1961 costituì la "Compagnia dei Quattro" insieme con Enriquez, la Moriconi e Mauri. Della sua attività teatrale si ricorda l'interpretazione di Fra Timoteo nella "Mandragola" di Machiavelli, del Chicchignola di Petrolini e del Negromante dell'Ariosto. Non si cimentò solo in opere teatrali, bensì apparve sul teleschermo e persino in tv. Nel 1954 debuttò al cinema in "Tempi nostri" di Blasetti e interpretò in film di Lattuada ("Le farò da padre"), Petri ("A ciascuno il suo") e Bolognini ("Gran bollito"). Tra i ruoli recitati negli sceneggiati sono da ricordare: Plonplon in "Ottocento", Capitan Sandracca ne "La Pisana", Manilov ne "Le anime morte", Bompard in "Tartarino sulle Alpi" e la figura del dottore ne "Le avvenure di Pinocchio" di Comencini. Molto presente anche in radio: ha recitato in numerosi radiodrammi e romanzi sceneggiati. Un attore versatile, capace di stare su un palcoscenico o dietro un microfono in radio. Si è spento, lasciando la sua parte da figurante, da interprete di una vita che considerava proprio come una rappresentazione teatrale.

Nessun commento: